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Joan As Police Woman

Joan As Police Woman, solo tour a Padova.

Joan As Police Woman, solo tour a Padova.

Tra le artiste più stravaganti del songwriting al femminile,
in scena il 7 giugno alla Sala dei Giganti per la rassegna AAVV.

Padova, 3 giugno 2019 – Tra le artiste più stravaganti del songwriting al femminile, in occasione della pubblicazione di ‘Joananthology’, il multi-album  appena pubblicato, arriva a Padova Joan As Police Woman, nel “Solo Tour”, in programma venerdì 7 giugno (ore 21.30) alla Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, all’Università di Padova. Il concerto inaugura la rassegna “AAVV – Autori Vari Indipendenti”, organizzata da Veneto Jazz e dedicata alla scena musicale indipendente rock ed elettronica e del cantautorato contemporaneo.

Multistrumentista newyorkese originale, negli anni ha collaborato con artisti del calibro di Elton John, Lou Reed, Nick Cave, Rufus Wainwright, Antony e Battiato.

Ad un anno da ‘Damned Devotion’Joan As Police Woman pubblica ‘Joanthology’, la prima retrospettiva dell’artista (Pias Rercordings), un multi album contenente i migliori successi e materiale inedito, un’antologia degli ultimi quindici anni di brillante carriera musicale, spaziando nei generi e nelle influenze, mettendo in rilievo la dedizione alla sperimentazione che Joan ha sempre avuto nei confronti della musica e dell’arte in senso ampio.

In occasione del tour, Joan As Police Woman si esibirà in solo, un ritorno alle origini del sound che da sempre la contraddistingue, tra pianoforte, chitarra, la sua inconconfondibile voce e la sua carismatica presenza scenica. L’ultimo tour in solo risale al 2006, in occasione della pubblicazione di ‘Real Life’; i nuovi concerti in solo sono un gradito omaggio ai fan che da sempre, e sempre più numerosi, la seguono. Il tour di ‘Joanthology’ vedrà Joan suonare i brani contenuti nell’antologia e brani tratti dal secondo album di cover di prossima pubblicazione.

Dopo aver celebrato nel 2016 una decade di successi internazionali con “Let It Be You”, il disco realizzato in collaborazione con Benjamin Lazar Davis, Joan As Police Woman pubblica nel 2018 ‘Damned Devotion’, un album intimo ed introspettivo. Mentre “The Classic” (2014) era una celebrazione appassionata della vita e “The Deep Field” (2011) respirava romanticismo in ogni canzone, “Damned Devotion è un ritorno alle origini, ai testi nudi e alle melodie senza tempo che avevano caratterizzato “To Survive” (2008) e “Real Life” (2006). 

Nata nel 1970, Joan As Police Woman è cresciuta con la sua famiglia adottiva in Connecticut, fino a quando si è trasferita a Brooklyn per unirsi alla scena musicale di quel periodo. Ha delle basi solide. Ha studiato violino all’università e suonato in un’orchestra. Nel 1994 quando raggiunge  New York inizia  ad esibirsi con band art/punk, sperimentando i parametri del suono del suo violino. Inizia poi a lavorare come turnista con Antony and the Johnsons e Rufus Waiwright poi Lou Reed, Beck, Toshi Reagon, David Sylvian, Sparklehorse, Laurie Anderson e Damon Albarn. Ultimamente ha lavorato con Sufjan Stevens, John Cale, Aldous Harding, Woodkid, Justin Vivian Bond, RZA, Norah Jones e Daniel Johnston ed ha inoltre prodotto l’album di Lau che ha vinto un premio per il suo avant-folk scozzese.

Joan As Police Woman è un progetto nato nel 2002 e chiamato così in omaggio alla star degli show TV polizieschi Angie Dickinson. I suoi precedenti album sono stati acclamati da pubblico e critica e hanno vinto premi tra cui l’Independent Music Awards (Real Life) e il Q Magazine’s Album of the Year (To Survie). 

AAVV Artisti Vari Indipendenti

Venerdì 7 giugno 2019 – ore 21.30

Joan As Police Woman

Solo Tour

Sala dei Giganti – Palazzo Liviano

Università di Padova

Venerdì 7 giugno 2019 – ore 21.30

Apertura porte ore 21.00 – inizio concerto ore 21.30

 

Biglietti:

Posto unico non numerato: 20 €  + diritto di prevendita

Biglietto ridotto studenti Università di Padova: 15 € + diritto di prevendita (solo punti vendita con esibizione di badge e carta d’identità) – numero limitato 

 

Prevendite:

Ticketone – on line e punti vendita

Geticket –  on line e punti vendita

 

Informazioni:
Veneto Jazz – jazz@venetojazz.com – mob. (+39) 366.2700299 – www.venetojazz.com

Ufficio stampa Veneto Jazz:
Mabi Comunicazione – Mara Bisinella  – mara.bisinella@mabicomunicazione.com – mob. 339.6783954

 

www.joanaspolicewoman.com – www.facebook.com/joanaspolicewoman

 

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aule studio

L’APP CHE TROVA A PADOVA LE AULE STUDIO PIÙ VICINE

E’ approdato ieri sulla piattaforma PlayStoreDove Studio Unipd” il progetto che ha visto la creazione di un app specifica per le aule studio disponibili per gli studenti di Padova, con cui infatti sarà possibile vedere in tempo reale quali aule studio sono aperte nei paraggi.

L’app nasce dalla notevole perdita di tempo e motivazione che gli studenti dell’Università di Padova affrontano ciclicamente ad ogni sessione di esami: spesso infatti lo studente si vede costretto a girare la città intera per trovare un posto prima di potersi dedicare allo studio in un ambiente adatto, con tutte le conseguenze del caso che incidono notevolmente sulla qualità dello studio e sull’esperienza universitaria in generale.

Da tempo infatti gli studenti chiedono il prolungamento degli orari delle aule nelle ore serali e nel week-end, insieme all’apertura di nuovi spazi adatti allo studio individuale e di gruppo, termoregolati, provvisti di connessione Internet e prese elettriche, serviti da mense, accessibili anche agli studenti con disabilità.

Gli ideatori del progetto hanno specificato che nelle versioni future, grazie alle segnalazioni degli utenti che sono invitati a comunicare, sempre tramite app, lo stato dell’aula in cui si trovano (ad esempio la quantità di posti liberi: molti posti liberi, pochi o nessuno) , si sarà in grado di elaborare un sistema di statistiche e intelligenza artificiale che permetterà all’app di prevedere l’affluenza, in modo da sapere in ogni momento quali aule studio hanno maggiori posti liberi: per questo motivo, è importante che tutti gli studenti in aula studio usino l’app per segnalare ogni giorno i posti non occupati.“Dove Studio” è solo uno dei primi passi possibili verso la soluzione del problema complessivo, e ci permetterà di discutere con l’Università avendo in mano dei numeri che possano descrivere nel modo più oggettivo possibile il nostro disagio e razionalizzare le risorse per un miglioramento rapido del servizio» spiegano i rappresentanti del Sindacato degli studenti.

Per scaricarla, basterà cercare “DoveStudio Unipd” sul Play Store. Inoltre nei prossimi mesi seguirà il rilascio della versione iPhone sull’App Store.

Per maggiori informazioni:

Sindacato degli Studenti

sindacatodeglistudenti@gmail.com

Fonte: Il Sindacato degli Studenti

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mostra venire alla luce padova

VENIRE ALLA LUCE. DAL CONCEPIMENTO ALLA NASCITA

Dal 6 dicembre 2017 al 10 giugno 2018 sarà possibile conoscere lo straordinario percorso di evoluzione dell’essere umano, dal concepimento fino al momento della nascita, visitando la mostra “Venire alla luce. Dal concepimento alla nascita” presso il Museo di Storia della Medicina a Padova.

La mostra, promossa dalla Fondazione MUSME e realizzata con il significativo contributo scientifico dell’Università di Padova, è curata dal Prof. Giovanni Battista Nardelli (Dipartimento di Salute della Donna), dal Prof. Maurizio Rippa Bonati (Dipartimento di Scienze Cardiologiche Toraciche e Vascolari), in collaborazione con il Prof. Raffaele De Caro e il suo team (Dipartimento di Neuroscienze), con il contributo del dott. Andrea Cozza, sotto la supervisione del comitato scientifico del Museo, presieduto dal Prof. Vincenzo Milanesi.

Attraverso le collezioni storiche della Clinica Ginecologica dell’Università di Padova e installazioni multimediali, exhibit interattivi e video in 3d, sarà possibile conoscere e sperimentare da vicino l’evoluzione dell’essere umano, sia dal punto di vista scientifico che emozionale. Il percorso, coniugando passato e presente, storia e tecnologia, in piena continuità con l’approccio del MUSME, permetterà di vivere mese per mese la magia della crescita nel grembo materno, scoprirne i segreti, condividerne le sensazioni con una doppia prospettiva: quella della madre, delle sue percezioni e dei cambiamenti del suo corpo, e quella del feto, fino al momento in cui esso “viene alla luce”.

Le preziose collezioni dell’Università di Padova presentano modelli anatomici, in cera e cristallo e creta, esposti al pubblico per la prima volta, risalenti alla seconda metà del ‘700, che costituiscono un’occasione unica per avventurarsi nella storia dell’ostetricia e seguire il suo passaggio da arte manuale a scienza.

Il Settecento ha rappresentato, a livello europeo, un secolo particolarmente fecondo per il rinnovamento dell’arte ostetrica, che conosce una tradizione lunghissima, dalle prime tavolette sumeriche raffiguranti scene di parto al più noto Corpus Hippocraticum con trattati e scritti, tra gli altri, relativi alla gravidanza, alla leggendaria Trotula de Ruggiero, la più celebre tra le Mulieres Salernitanae, le personalità femminili che hanno operato nell’ambito della Scuola medica salernitana, cui è attribuito, non senza controversie, il De passionibus mulierum ante in et post partum, fino ai secoli successivi – lo stesso Leonardo da Vinci studierà la morfologia e la fisiologia degli organi riproduttivi. In Italia, anche sulla scorta di esigenze di tutela della salute pubblica, vennero istituiti i primi veri e propri insegnamenti universitari di materia ginecologica-ostetrica. Sono gli anni in cui si gettano le basi per l’ancora giovane scienza moderna, anni di straordinaria innovazione e sperimentazione grazie all’utilizzo di nuovi, potenti strumenti scientifici e didattici.
È a questo sviluppo del progresso che guarda il Museo di Storia della Medicina, evidenziando la connessione tra arte e medicina, diventata sempre più forte da quando le arti visive hanno contribuito all’insegnamento delle scoperte medico-scientifiche.

I modelli esposti sono tra i primi, a livello mondiale, usati in questo contesto. È il medico bolognese Luigi Calza (1737-1784), fondatore del Primo Gabinetto Ostetrico, a Padova nel 1765, a farli realizzare, quattro anni dopo, al ceroplasta Giovan Battista Manfredini e allo scultore Pietro (o Giovan Battista) Sandri.

Le cere, di cui è esposta una preziosa selezione, rappresentano l’apparato riproduttore femminile e il feto, nonché alcune tappe cronologiche della gravidanza e del parto. Le crete raffigurano le varie presentazioni fetali e originariamente erano costituite da componenti mobili (ora saldamente ancorate) affinché gli allievi medici e le levatrici potessero esercitarsi sui meccanismi del parto.

Dal forte impatto visivo, questi modelli permettono al visitatore non solo di conoscere la storia della ginecologia e dell’ostetricia, ma anche di ripercorrere alcune tappe fondamentali dell’insegnamento dell’epoca, “entrando” in una sorta di laboratorio dove ogni esemplare racconterà le idee, gli studi e gli esperimenti, che animavano le università.

Completa il nucleo della collezione una raccolta di strumenti chirurgici iniziata da Rodolfo Lamprecht (1781-1860), con il quale nel 1819 viene fondata la Clinica Ostetrica, nell’Ospedale Civile di Padova, oltre a preparati anatomici, tavole didattiche (realizzate a mano con tecnica ad acquerello o con stampa tipografica editoriale policroma), strumenti per il parto risalenti al XIX e XX secolo e il primo ecografo acquistato in Italia, a Padova, nel 1969.

In linea con la natura high-tech del Museo, non mancano postazioni multimediali e interattive, cui si affianca un video in 3d che mostra il contrasto – come evoca il titolo della mostra – fra la dimensione ovattata, buia e protetta, nella quale si trova il feto durante la gravidanza, e quella luminosa in cui è immerso dopo la fuoriuscita dall’utero, iniziando un’esistenza sempre più autonoma. Una speciale pinacoteca virtuale permetterà di visualizzare meravigliose opere d’arte legate al tema della maternità, potendo con un click analizzare tanti temi e aspetti, ma anche di leggere ecografie, con diversi approfondimenti e osservazioni.

Un viaggio nella storia di tutti alla scoperta della meravigliosa avventura che è la nascita attraverso la storia della medicina e la più moderna tecnologia.

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Torna il 12 maggio 2016 la Notte Bianca presso la sede della facoltà di Psicologia, organizzata da Il Sindacato degli Studenti e ASU Padova.

Beyond Perception

NOTTE BIANCA @ PSICOLOGIA, 12 MAGGIO

Ritorna la Notte bianca di Psicologia, organizzata da Il Sindacato degli Studenti e ASU Padova. Terza edizione dell’evento che vede come protagonista lei, la scienza dell’anima. L’evento è rivolto a tutti e con il chiaro intento di aprire il mondo della psicologia ai non addetti ai lavori. Preparatevi quindi ad aprire la porta della percezione e a lasciare che venga ribaltato il vostro punto di vista.

Cosa ci sarà? Si potrà assistere ad una mostra d’arte interattiva, Neuroart, che attraverso le opere d’arte spiega nozioni scientifiche. Ci sarà poi uno spettacolo teatrale, un monologo, El Dotor dei mati, scritto ed interpretato da Claudia Fontanari con la regia di Sara Valerio, nonché la proiezione del film  Frank a cura del Mondayscreen.

Psicologia a parte saranno anche due concerti ad animare la serata, in particolare i balli popolari dei Pizzica Patavina e a seguire il rock de I Camillas.

Inoltre per tutta la serata conferenze e dibattiti sui migranti, droga, salute, tecnologia e multiculturalità.

Infine un incontro per studenti Erasmus ed uno per dottorandi (tenuto dall’ADI – Associazione Italiana Dottorandi) senza dimenticare l’intrattenimento de I CircoScritti con uno Special Lightening Show di giocoleria.

Per ulteriori informazioni: 

Facebook: Beyond Perception
web: http://www.asupadova.it

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