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TUTTO SULLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

La legge italiana sanzione la guida in stato di ebbrezza. Mettersi alla guida dopo aver bevuto degli alcolici è dannoso.

L’effetto delle bevande alcoliche è imprevedibile. Un attimo di distrazione alla guida può costare davvero caro, sia per sé che per gli altri.

La guida in stato di ebbrezza,in Italia, è punita diversamente a seconda della percentuale di alcol rilevato attraverso l’alcoltest: maggiore è il tasso, più grave sarà la sanzione. Possiamo individuare almeno tre soglie rilevanti: la prima in cui l’automobilista non rischia nulla; la seconda che è il limite di tolleranza che prevede solamente una sanzione amministrativa e la terza soglia dove scatta il penale.

Il Tasso alcolemico

Il tasso alcolemico è fondamentale per l’irrogazione di una sanzione. Infatti, la sanzione prevista dalla legge è tanto più grave quanto più alto è il tasso alcolemico rilevato dall’alcoltest. Il tasso alcolemico è il quantitativo di alcol etilico nel sangue. Esso viene espresso in g/l (grammi per litro). Per misurare questa percentuale si utilizza un etilometro, cioè un apparecchio in grado di misurare la quantità di etanolo presente nel sangue.

L’alcoltest può avvenire tramite etilometro chimico oppure etilometro elettrico. Il primo è chiamato “test del palloncino”. L’etilometro elettronico è invece costituito da un corpo macchina, un boccaglio e un display. Per rilevare la presenza di alcool si utilizzano dei sensori di gas.

Una terza via è quella delle analisi del sangue attuata tramite il prelievo.

Quali sono le sanzioni?

Se si guida in stato di ebbrezza si rischia di incorrere alcune conseguenze negative:

  • sanzione amministrativa pecuniaria;

  • arresto e ammenda;

  • sospensione o revoca della patente;

  • confisca del veicolo.

Rispetto agli illeciti compiuti è stata creata una escalation di pene proporzionate alla gravità della condotta e delle conseguenze.

Quali sono i rischi?

Secondo il codice della strada chi guida in stato di ebbrezza rischia una sanzione solamente se il tasso alcolemico supera gli 0,5 g/l. Successivamente è punita con la sanzione amministrativa la persona a cui sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l).La soglia di rilevanza penale, invece, è leggermente più alta: 0,8 g/l. Superata questa, si rischierà addirittura l’arresto.

In quest’ultimo caso le sanzioni sono:

  • ammenda da ottocento a 3.200 euro

  • arresto fino a sei mesi;

  • sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro

  • arresto da sei mesi a un anno;

  • sospensione della patente di guida da uno a due anni

Cosa si rischia in caso di incidente?

Nel caso in cui chi guida in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, tutte le sanzioni sono raddoppiate. Inoltre, il veicolo interessato è sottoposto a fermo amministrativo per cento ottanta giorni. Se il conducente guidava con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la patente gli sarà revocata.

Cosa si rischia in caso di feriti?

Se si guida in stato di ebbrezza e, oltre a provocare un incidente, si provocano anche danni a terzi, si rischia di andare in carcere.

Le pene sono aumentate nel caso in cui le lesioni colpose ( non volute) siano cagionate da chi si è messo alla guida in stato di ebbrezza: in particolare, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).

Sanzioni più severe sono previste per coloro che esercitano per professione il mestiere di conducente. Per costoro, anche se il tasso alcolemico è ricompreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l, la pena per aver cagionato colposamente lesioni personali è quella della reclusione da quattro a sette anni.

Cosa si rischia in caso di morte?

Per la morte di una persona la pena è la reclusione da due a sette anni. Le sanzioni sono aumentate nel caso in cui la morte non voluta sia dipesa dal proprio stato di ebbrezza: secondo il codice penale, chi, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica cagiona la morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); se, invece, il tasso è ricompreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l, la pena è la reclusione da cinque a dieci anni.

Anche qui vi sono sanzioni più severe previste per coloro che esercitano per professione il mestiere di conducente.

Fonte

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metoo

HAI MAI SUBITO MOLESTIE SESSUALI? LEGGI LA GUIDA CHE VPNMENTOR HA CREATO PER CONSENTIRE ALLE DONNE DI NAVIGARE IN INTERNET SENZA PAURA

Hai mai subito molestie per strada? Hai ricevuto un messaggio squallido su un’app di appuntamenti? Un collega ha fatto un commento fuori luogo sul tuo aspetto? Non sei sola.

Grazie al movimento #MeToo, è sufficiente accedere a Twitter o Facebook per vedere quante donne sono vittime di molestie sessuali. Sia di persona che online, in un modo o nell’altro, le donne di tutto il mondo si sono trovate in questo genere di situazione. E con tutti i nuovi modi in cui Internet ha aperto le vie di comunicazione, le molestie online sono più diffuse che mai.

Secondo uno studio effettuato dal Pew Research Center, la maggior parte delle molestie online avviene sui social media. Sebbene anche gli uomini siano vittime di molestie online, che includono insulti, derisioni e minacce fisiche, lo studio ha rilevato che online, le donne hanno più del doppio della probabilità di subire molestie sessuali rispetto agli uomini. Inoltre, più della metà delle donne di età compresa tra i 18 ei 29 anni riferisce di aver ricevuto immagini sessualmente esplicite senza aver dato il proprio consenso. Le donne sono spesso intimidite al punto di tacere, e preferiscono lasciar correre piuttosto che rischiare di mettersi in pericolo.

Esistono però alcuni modi per proteggersi.

VPNMENTOR spera che la sua guida incoraggi le donne di tutto il mondo a difendersi e a proteggersi, e a reagire alle molestie sessuali, sia dentro che fuori al web.

MOLESTIE SUI SOCIAL MEDIA

La maggior parte delle molestie online avviene sui social media, il che ha senso considerando quanto tempo la maggior parte di noi trascorre su queste piattaforme. La diffusione dei social network, spesso combinati con l’anonimato, porta a una realtà in cui qualsiasi cosa pubblichi, twitti o condividi ti espone a potenziali abusi. Per proteggere la propria privacy e tenere separato realtà da mondo virtuale è importante considerare l’idea di creare profili multipli quindi ad esempio un profilo pubblico e un profilo personale; inoltre risulta importante bloccare e segnalare subito i molestatori e per ultimo è molto importante, al fine di evitare episodi di stalking e doxting, usare il geotag che fornisce informazioni sulla posizione da cui sono stati inviati.

MOLESTIE SUL LAVORO

Sfortunatamente, l’abuso è anche prevalente negli ambienti di lavoro. Secondo uno studio, una donna su tre di età compresa tra 18 e 34 anni è stata molestata sessualmente sul lavoro. Il 25% di quelle donne ha subito molestie online tramite messaggi o via e-mail, tuttavia il 71% di queste donne non l’ha segnalato.

Possiamo solo ipotizzare le ragioni per questo, ma una di queste potrebbe essere perché non è definito in modo chiaro cosa sia molestia sessuale e cosa no.

Tuttavia, alcuni esempi di molestie sessuali includono:

1.Condividere immagini o video sessualmente inappropriati.

2.Inviare lettere, messaggi o e-mail con contenuti allusivi.

3.Raccontare barzellette oscene o aneddoti sessuali.

Ma anche questi comportamenti sono ambigui! Se qualcuno invia una foto del suo pene, si tratta chiaramente di molestia sessuale, ma un commento a sproposito potrebbe anche essere frainteso.

Quindi, come fai ad essere certa che si tratta di molestia sessuale?

Se non ne sei sicura, pensa a come ti senti. Il commento ti ha messo a disagio? Ci trovi qualcosa di sgradevole? Se sì, è probabile che l’atteggiamento di fondo dovrebbe essere considerato molestia sessuale.

Le molestie sessuali hanno forme diverse e quando avvengono online spesso è ancora meno ovvio identificarle. Eppure, succede ancora. Se ti trovi in una situazione professionale in cui ti senti a disagio, dovresti iniziare immediatamente a tenere traccia di questi avvenimenti. Spesso i casi più grandi sono costruiti su una serie di piccoli incidenti che, se non adeguatamente documentati, non potranno essere utilizzati come prove.

Anche se non sei sicura che un dato episodio valga come molestia, è meglio trattarlo come tale prima che la situazione peggiori e tu decida finalmente di agire.

La tecnologia e Internet svolgono un ruolo importante nelle nostre vite sia in termini positivi che negativi. Come donne, siamo prese di mira online per molte ragioni diverse, ma ciò non significa che dovremmo disimpegnarci o disconnetterci.

La nostra speranza è che questa guida ti possa consentire di proteggere e difendere te stessa online e di persona e che gli strumenti che ti forniamo ti possano aiutare a farlo.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTA LA GUIDA COMPLETA SU: https://it.vpnmentor.com/blog/una-guida-per-permettere-alle-donne-di-essere-online-in-sicurezza/

Fonte: VPNMENTOR Blog

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