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Home Arte e Cultura a Padova Galeazzo Viganò Ritratti 1956 - 2012

Galeazzo Viganò Ritratti 1956 - 2012

Padova 28 gennaio - 4 marzo 2012

Inaugura il 27 gennaio 2012 alle ore 18 nella prestigiosa sede di Palazzo Zuckermann a

Padova la mostra Galeazzo Viganò - Ritratti 1956-2012 .

E’ un’esposizione curata da Caterina Virdis Limentani che documenta una parte

importante dell’opera dell’artista che ha per tema il ritratto di persone più o meno

famose del mondo della cultura, dell’arte e della musica come Eugenio Montale,

Alberto Limentani, Elio Peruzzi, e tutti gli altri amici dell’artista con i quali egli ha condiviso la sua vita, i suoi pensieri, i suoi umori.

Saranno esposti ritratti a partire dagli esordi della sua attività, opere su tela o su

tavola, ritratti su carta a tempera, a sanguigna o carboncino, a penna con inchiostro di

seppia o china e a matita, disegni preparatori e schizzi di piccole dimensioni, ma di una sintesi icastica sorprendente.

Un percorso che si dipana attraverso tecniche diversamente espressive che l’artista

domina con elegante scioltezza e versatilità, passando dallo schizzo più rapido,

all’abbozzo più dettagliato e al disegno più elaborato e complesso fino all’opera

compiuta affidata ad una esecuzione che mostra di privilegiare la tempera su tavola,

specialmente a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso.

La diversità fin quasi virtuosistica della tecnica trova una coerenza e un fondo

comune nello sguardo indagatore dell’artista, fermo e implacabile nel suo deciso

sondare le profondità nascoste dell’individuo che ha di fronte cogliendone l’essenza

meno ravvisabile anche ad un secondo e più attento sguardo. Egli fissa il soggetto

fugando qualsiasi apparenza effimera per concentrarsi sulla sua anima più nuda.

Lo stile dei suoi ritratti dichiara di accogliere sia le soluzioni appartenenti al passato

sia quelle del tempo in cui l’artista è vissuto, perché egli si è confrontato

fecondamente con la storia e con il contesto artistico più attuale in cui operava, come

nel primo periodo in cui faceva parte della scuola di Alassio voluta indagare e, in

parte, guidata da Carlo Levi. Egli formulava già nel lavoro di allora, una propria cifra

stilistica, un proprio personale criterio formale legato ad una visione originale e unica della realtà effigiata.

Dall’immersione nelle profondità più oscure della mente e del sentire umano fino

all’emergere di una manifestazione luminosa, raggiante delle verità più nascoste,

oppure dalla presenza di oggetti, ‘segnali’ rivelatori di situazioni psicologiche o di

appartenenza a luoghi reali o immaginari della coscienza, alla traduzione ermetica e

criptica di messaggi riferiti al soggetto ritratto.

Non si è chiusa da molto a Padova una mostra antologica sulla sua attività ma ora, la

scelta di un’esposizione a tema ci permette di saggiare ancor meglio le molteplici

sfumature della sua arte, di riservare un’attenzione più meditata e riflessiva sul

manifestarsi del suo elaborato processo creativo così ricco di rimandi colti e suggestivi.

Il primo gruppo di ritratti si caratterizza per un fondale scuro in cui si staglia il volto

illuminato spesso da una luce radente che ne esalta i tratti come in un’apparizione

spettrale. Un secondo gruppo di fine anni Sessanta e Settanta presenta i soggetti

ambientati in contesti quasi naturali o all’interno di stanze. Un ulteriore serie di opere

offre sempre più ricchezza di oggetti che circondano la persona ritratta e la cui

funzione è di tessere un racconto simbolico che affianca l’indagine fisica e

psicologica. In questi ultimi, appartenenti al periodo che va dalla fine degli anni

Settanta in poi, anche il paesaggio sempre meno naturale risponde ai tratti che

definiscono la personalità della figura ritratta. Nei ritratti più recenti le figure umane

sono sempre più a dimensione intera mentre infittiscono le corrispondenze

simboliche dando all’immagine una realtà seconda, proprio per la sua acquisita

autonomia. Una realtà metafisica dunque, assolutizzata da questa assenza di casualità

e relatività degli oggetti presenti nonché sostenuta da una pittura precisa, dai colori

sfavillanti, ma che include pezzi o schegge di realtà che non sono derivati da

un’operazione di semplice collage, ma rispondono a un principio di traslitterazione semantica.

La mostra è dunque un contributo ad una ideale storia del ritratto dal Novecento fino

ai giorni nostri, che nel caso del nostro artista diviene uno stimolante incontro per le

intriganti implicazioni innescate nel panorama artistico contemporaneo.

Testo di Carla Chiara Frigo.

Catalogo della mostra a cura di:

Carla Chiara Frigo - Sandra Varagnolo

“GALEAZZO VIGANO’. RITRATTI 1956 – 2012”

27 gennaio - 4 marzo 2012

Palazzo Zuckermann

Padova, Corso Garibaldi 33 tel. 049 8205664

Orario: 10-19, chiuso lunedì

Ingresso libero

galeazzo-vigano

Info:

Servizio Mostre – Settore Attività Culturali
Tel. 049 8204522
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